Mi chiamo Angela, detta Angelilla.
Faccio l’ impiegata e scrivo da quando avevo dodici anni: lettere, diari, brevi racconti; ho realizzato anche dei corti come filmaker indipendente e infine ho creato questo blog perché tengo a dire delle cose con questo mezzo e a condividerle con chi mi conosce e con chi mi incontrerà per caso, come una sconosciuta nel vagone di un treno.
Decisamente non sono una che parla troppo (né a vanvera, spero) e non scriverò tutti i giorni. Forse nemmeno tutte le settimane. Mi piacerebbe, ma è complicato aggiornare un blog quotidianamente quando hai un lavoro, una casa da mandare avanti, animali da accudire…e la lavatrice che si rompe di punto in bianco.
Poi mi piace fare attività fisica, andare al cinema e a ballare il tango.
Hillman ha scritto: “…Gli dei non sono scomparsi…Ad esempio, Ermes-Mercurio oggi è dovunque. Vola per l’etere, viaggia, telefona, è nei mercati e gioca in borsa, va in banca, commercia, vende, acquista, e naviga in Rete. Seduto davanti al computer, te ne puoi stare nudo, mangiare pizza tutto il giorno, non lavarti mai, non spazzare per terra, non incontrare mai nessuno, e tutto questo continuando a essere connesso via Internet. Questa è Intossicazione Ermetica…”
Ecco, io cerco di non intossicarmi ermeticamente…E se ci incontrassimo nel famoso vagone ferroviario oppure al parco, mi vedreste con un trasportino per gatti o con un cane al guinzaglio (munita di paletta!).
Mi vedreste anche, spesso, con un’altra donna, che ama anche lei gli animali…e pure me.
A questo punto potreste storcere il naso e aver voglia di cambiare vagone o strada, oppure sorridere e plaudire all’amore in tutte le sue forme e al valore della diversità. O ancora, se non avete mai incontrato un gay o una lesbica da vicino, soffermarvi a osservare, a conoscere…ché abbiamo due braccia, due gambe e soprattutto un cuore e una dignità anche noi. E una cittadinanza anche. Il che vuol dire “diritti”. Diritto di assistere il proprio compagno o la propria compagna in ospedale, diritto all’eredità e alla reversibilità della pensione…e tutto questo si traduce in: diritto a sancire le nostre unioni. Lo dico chiaro e subito, io sono per il matrimonio, non per i pacs-dico-cus e o altre improbabili sigle. Non mi interessa se qualcuno si offende in nome e in difesa della “sacra famiglia tradizionale”, perché le nostre famiglie sono sacre e benedette da Dio quanto le altre. Benedette da quel Dio che non ha niente a che vedere con papa Ratzinger e i suoi accoliti.
Vi scandalizza questa posizione? Avete mai provato a leggere qualcosa di diverso dal catechismo ufficiale e dai vangeli canonici tradotti dalla Cei? Lo sapete come è nato il cristianesimo e la dottrina (non a caso si dice che uno è indottrinato…). Avete mai sentito parlare, ad esempio, di Don Franco Barbero?
Scusate se vi parlo così, come parlerei ai miei genitori o ai miei anziani parenti solo perché non mi posso capacitare, perché vorrei dire loro di pensare con la propria testa e non con quella della televisione.
Non sto parlando da omosessuale, ma da persona laica che non ne può più del vaticano e della politica nazionale ad esso asservita…e non solo ad esso.
E’ proprio a partire da queste considerazioni che ho voluto mettere in risalto, in questo *zibaldone* elettronico, oltre alla *L* di lesbica e alla *G* di gay, anche la *Z* di Zapatero, che considero un vero e proprio eroe contemporaneo. Ora sto pensando di ingrandire anche la ” O” di Obama, che mi pare prometta molto bene . Di certo non potevo mettere in risalto la “B”… visto che considero il berlusconismo una delle pagine più tristi del nostro paese. Ma meglio cambiare discorso.
Ziba_L_bloG non vuole essere un blog totalmente glbt anche se indubbiamente è piuttosto tematico.
E’ un po’ come me che non guardo solo film o sceneggiati lesbici. Anzi, a dire il vero preferisco serials quali “Sex and the City”, forse perché le dinamiche etero e le amicizie tra donne etero sono un tantino meno deludenti (dal mio punto di vista attuale) e anche perché la ricerca di una relazione stabile con un uomo non mi riguarda più da molto tempo, quindi mi identifico meno.
Ma perché mi metto a parlare di serie televisive? Perché molte fiction e/o programmi televisivi sono fenomeni di costume, sociali e culturali e, vista l’audience, rappresentano un’opportunità per lavorare sui pregiudizi. S&TC ad esempio è una serie “friendly” nella quale ruotano anche dei personaggi gay, forse un po’ stereotipati ma proposti in modo politicamente corretto. Sono sempre contenta quando in una fiction c’è una storia gay – non di quelle tristi e malate però! – così come mi fa piacere frequentare e coltivare amicizie con persone etero, perché questo mondo è misto e dobbiamo tutti integrarci, imparando gli uni dagli altri.
Benché una comunità di riferimento sia molto importante, non mi piace l’idea del separatismo, dello stare solo tra donne o solo tra omosessuali. E mi piace/rebbe occuparmi anche di altro, forse anche perché non mi voglio ammalare di rabbia a causa di tutto ciò che ogni giorno mi ferisce in questa società “eterosessista” e ancora molto lontana dal rispettare davvero le diversità. Perché poi nella vita c’è oggettivamente *altro* e in una società non omofoba, in cui i diritti ed il rispetto per le persone gay e lesbiche fossero cose acquisite, la gente come me potrebbe liberare risorse ed energie per occuparsi di ciò che la appassiona realmente.
Io ad esempio penso sempre che sarei potuta diventare una scrittrice o regista di cinema se non fossi stata così lungamente e faticosamente “infognata” – dato anche il background poco favorevole – prima a preoccuparmi e a punirmi al pensiero di essere “malata”, poi a capire di essere semplicemente lesbica, poi a vivere la mia scoperta e a combattere la mia omofobia interiorizzata e infine a rendermi man mano sempre più visibile e dichiarata…e via di seguito. Un percorso durato trent’anni. E che dura ancora.
Può darsi che sarei stata una scrittrice e regista comunque mediocre, ma non lo saprò mai. Del resto, per me come per molti gay e lesbiche d’Italia, la lotta per i diritti civili (e a dire il vero non solo per quelli) è diventata ormai una priorità e non rimane molto tempo per coltivare i propri talenti, visto che si deve anche lavorare per vivere.
Ad ogni modo la “Z” del titolo sta anche per *zooantropologia*, perché ai cani e ai gatti che ho incontrato nella mia vita devo moltissimo e dunque qua e là vi racconterò di loro in una rubrica che intitolerò “Zooantropologia della vita quotidiana”, non per presunzione ma per omaggio a due importanti studiosi di cui sono stata appassionata lettrice: Freud, padre della psicanalisi e autore di “Psicopatologia della vita quotidiana”, e Roberto Marchesini, vivente professore di zooantropologia.
Le mie osservazioni non pretendono di avere una valenza scientifica. Nascono semplicemente dalla mia vita di tutti i giorni con gli animali e sono solo spunto per trovare ironiche e surreali analogie con le relazioni umane: sentimentali (omo o etero che siano), amicali, lavorative, familiari.
Troverete anche aneddoti personali e pagine di diario nella rubrica ”Parlo, anzi taccio” (in omaggio a Carla Lonzi).
E ancora: lettere, opinioni, citazioni e appelli.
Buona permanenza in questo vagone.


