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    Le passeggiate con P. e i brutti incontri dell’era B.

    Pluto è un cane molto tranquillo e quando lo porto a spasso non bada  minimamente agli altri cani.  Perciò ho preso l’abitutine di liberarlo appena giungiamo ai giardini in modo che possa perlustrare il territorio come meglio desidera. Ormai so che non si allontana da me che di pochi metri e quando lo chiamo torna senza fare storie, a meno che non vi sia nei paraggi qualche avanzo di cibo buttato dai molto incivili frequentatori del quartiere. E’  l’unico motivo per il quale Pluto si attarda. Fa anche le finte…sembra venirmi incontro e poi ci riprova, il furbacchione!
    Per le questioni territoriali e di possesso delle eventuali femmine ha perso interesse, in parte per la saggezza dell’età e in parte perché è stato sterilizzato, quantunque non rinunci certo a giocare se incontriamo qualche cagnetta amica, o qualche cagnolino simpatico. Ciò nonostante se capita di incontrare un cane maschio di taglia grande particolarmente litigioso (si vedono già da lontano e spesso sono il risultato dei loro padroni), lo richiamo e gli rimetto il guinzaglio finché il potenziale pericolo non si è allontanato. Questo tipo di “politica” si è rivelata sempre efficace ed equilibrata (anche se non rispetta alla lettera il regolamento comunale che impone l’uso del guinzaglio o della museruola) oltre che condivisa dagli altri conduttori di animali. Si cerca insomma di interpretare il regolamento, per andare incontro anche ai bisogni del proprio animale e ci si autoregola a seconda del carattere di questi, tant’è che quelli che hanno un cane “rognoso” se lo tengono sempre al guinzaglio. E così tutto procede sempre senza problemi.
    Quasi sempre…

    L’altro giorno - pioveva ed erano le 7 e trenta del mattino - incontriamo un signore con un bretone (fortunato sì ad avere un padrone, ma forse non molto fortunato ad avere un padrone così..). Guarda Pluto che gironzola dietro un’aiuola a diversi metri dal suo cane e mi domanda se è maschio. Alla mia risposta affermativa mi chiede, quasi intimandomelo, di legarlo.  So di non potermi rifiutare ma tergiverso rassicurandolo che il cane è assolutamente tranquillo e non si avvicina nemmeno agli altri cani (perdipiù siamo già a diversi metri di distanza). Ma lui dice “no è meglio che lo leghi, sono imprevedibili, io la penso così!”.
    Io invece la penso un po’ diversamente ma me lo tengo per me e procedo nella direzione opposta ormai a più di venti metri di distanza dall’imprevedibile padrone del bretone, con Pluto ancora libero che continua a farsi i fatti suoi e a seguire qualche pezzo di pizza finito tra le foglie secche.
    Ma più avanti mi accorgo che il tipo ha cambiato apposta direzione e ci viene dietro con il cane attaccato a uno di quei guinzagli che si allungano di 10 metri (sconsigliati da tutti gli istruttori cinofili).  A quel punto richiamo Pluto  che si avvicina e mi porge il collo e mentre gli sto agganciando il guinzaglio, il signore, che evidentemente cerca proprio la lite, mi brontola qualcosa in modo polemico. Mi volto e gli chiedo qual’è il problema. “Niente niente!” risponde lui continuando a brontolare. Ora sono irritata e allora insisto nel chiedergli che cosa c’è. Nel mentre, mi tiro giù dalla testa  il cappuccio della giacca a vento perché nel frattempo ha smesso di piovere. “Guarda che faccia che c’ha!…una donna che dovrebbe esprimere femminilità…guarda come va in giro!” (e pensare che non sono nemmeno particolarmente butch :-))
    La scarica di adrenalina è immediata e se la mia amigdala avesse la meglio sul controllo corticale potrei andargli contro e dargli tanti di quei calci, specie dove (come si suol dire) si sente meglio, da lasciarlo steso per terra con il povero bretone che gli lecca la faccia per rianimare il suo bastardo padrone. Ma siccome oltretutto mi dispiacerebbe procurare uno stress a quella bestiola, mi limito a guardarlo inferocita e a dirgli ”Ma come si permette?…ma che  cosa gliene frega a lei della mia femminilità?…lei ha dei problemi, vada a farsi curare!”.
    Il cuore mi batte all’impazzata e  mi tremano le gambe. Ho paura di sentirmi male e non ne vale la pena. Mi allontano ma sono furibonda, mentre quello continua a brontolare e  io a rispondergli che deve curarsi. E mentre torno con Pluto alla base, mi viene in mente che il tizio forse è uno di quelli che ha votato Berlusconi e che pensa che le donne devono essere femminili e “a disposizione”. Avrei dovuto rispondergli così, nello stile di Rosi Bindi, e invece mi sono innervosita (per questo non posso fare politica…).
    Penso anche che dev’essere triste la vita per un berlusconista a pochi giorni dal “No B day” che porterà in piazza un milione di persone, e con l’indice di gradimento del cavaliere che scende sempre di più, persino tra i suoi alleati. E’ triste perché quand’anche la pensi come il suo presidente sulle donne, e verosimilmente su altre questioni, deve sentirsi intimamente, anche se non del tutto consapevolmente, un po’ tradito, se ha ancora da qualche parte un briciolo di coscienza democratica. E mi rendo conto che sto pensando a mio padre, anche se lui non si permetterebbe mai di dire alcunché sul look di sua figlia.

    Certo, penso, il tizio potrebbe anche non essere un elettore di centro destra. Magari vota pd ed è cresciuto nel vecchio partito comunista e non è che a volte i vecchi comunisti la pensino tanto diversamente sulle donne. Oppure chissà, forse ha una figlia lesbica o una nipote adolescente che si veste da butch e siccome non gli va giù se la piglia con la prima che capita (una a caso, uffa!)
    Perché quando non ci si fa curare succede così, che la rabbia la riversi su un altro, i tuoi pensieri li proietti su un altro…tanto da dire “i cani sono imprevedibili”, ma il vero imprevedibile sei tu (il cane se è educato e se lo sai gestire lo puoi prevedere, o quantomeno puoi prevedere ed evitare le situazioni imprevedibili).

    E mi è andata bene che ho incontrato un signore di mezza età solamente isterico e non una banda di picchiatori omofobi che se mi avessero vista senza trucco, con i capelli corti, i pantaloni e con la mia compagna a fianco, mi e ci avrebbero aggredito anche fisicamente.  Di questi tempi è di moda. Sono i colpi di coda degli irriducibili che non vogliono proprio fare i conti con gli omosessuali che osano uscire allo scoperto e con una società che giocoforza sta cambiando.
    Ma il problema è anche che c’è una grande, enorme, povertà culturale in questo paese. E non serve che io abbia smesso di vedere i tg e  i ballarò se poi mi avvilisco comunque per le cose che vedo per strada. E non serve nemmeno dirmi o sentirmi dire che non devo prendermela perché quello è un matto. Nossignori, il fatto è che di “matti” così ne girano sempre di più e c’è troppa gente che si permette di dire e fare delle cose come se si sentisse autorizzata, avendo perso completamente il senso della misura e della buona educazione. Oltretutto, anche volendo stare per un attimo alla logica di quel tizio e cioè che una dovrebbe conciarsi e andare in giro come una pornostar, o come una modella (a seconda dei gusti maschili) e non già rispondendo unicamente ai propri canoni o a quelli del buon senso a prescindere da come la vorrebbe il maschio e la sua cultura,  dicevo, anche volendo stare per un millesimo di secondo a quella logica, come può ugualmente permettersi un uomo di comportarsi così con una donna sconosciuta che incontra alle 7 di mattina con il suo cane (ma forse ci sono donne che alle 7 di mattina di sabato si fanno belle per portare fuori il cane…) e che potrebbe essere persino malata di cancro e non avere nessuna voglia di compiacere il desiderio maschile?
    Come può una persona giudicare e aggredire un’altra senza averla mai vista è qualcosa che mi fa perdere il sonno.

    Non mi toglie nessuno dalla testa che tutto questo è il prodotto di vent’anni di calcio e di tv spazzatura. Un cocktail perverso (e machista) che ha reso la gente comune e anche i politici proprio come gli ”ultras” (più o meno raffinati, ma sempre machisti…), per cui ci si può urlare di tutto e tutte le posizioni, anche le più insostenibili e anticostituzionali, hanno diritto di essere espresse. 
    E non è detto che la colpa di questa ignoranza diffusa sia proprio tutta delle tv commerciali di Berlusconi, perché anche i media non propriamente suoi peccano piuttosto spesso nei toni e nel linguaggio in generale.
    Purtuttavia pensando a quell’uomo che ho incontrato, sono più che mai convinta di una cosa: anche per una persona già formata e di una certa età senza una media cultura alle spalle (perché con quella si salverebbe preferendo magari un buon libro) sono sufficienti gli ultimi venti anni di televisione per ridursi in quello stato. Mio padre ad esempio quindici anni fa non era così. La pensione + quindici anni di arene televisive e tg 4, 5 e 6, l’hanno reso polemico e aggressivo.
    E se è vero che da una parte occorre avere pietà per queste persone (per il mio vecchio non posso fare a meno di averla), dall’altra questo tipo di gente può fare danni gravi. Perché mica sono tutti mio padre (che perlomeno ha la formazione e ancora la buona educazione di un carabiniere) o persone isteriche a spasso col cane.

    Che fare?
    Forse è contro questa povertà culturale e per un nuovo “Rinascimento” (come dice Grillo che pure non amo particolarmente) che bisognerebbe scendere in piazza. Non ha molto senso il No B Day senza questa consapevolezza, perché se non cambiamo noi, se non cambiano le condizioni per le quali possono fiorire i Berlusconi e i berlusconismi, anche morto il cavaliere, non passerebbe certo molto tempo per l’avvento di un nuovo egoarca.

    Per fortuna Pluto resterà il meraviglioso essere che è.  Un discendente del lupo beneducato e fortunato a non avere “Cane 5″ o “Rete Cane” a fargli il lavaggio del cervello.

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