Se fossimo negli Stati Uniti e la First Lady chiedesse il divorzio adducendo le motivazioni addotte da Veronica Lario, il nostro Premier dovrebbe rendere conto all’opinione pubblica e alla nazione e con ogni probabilità dimettersi dalla carica di Presidente del Consiglio.
Ma agli italiani invece non fa nessun effetto, anzi la popolarità del premier cresce. Ed in tanti sono lì a dire che è un divorzio come tanti (ma poi al gossip non rinunciano); che la signora lo fa per calcolo e convenienza (ma non le converrebbe rimanere sposata e aspettare di ereditare l’intero senza dover ingaggiare una battaglia legale per avere si e no il 25%?); che certo finora le ha fatto comodo e via discorrendo, come se una come lei, una sposata a un potente, non avesse sentimenti o non potesse soffrire in cuor suo come tutte quelle donne, comprese a volte le nostre madri, le nostre zie, le nostre nonne, che per anni, o per una vita intera, sopportano e si tengono dei mariti non certo esemplari e non riescono a pensare proprio di fare altro se non sopportare rassegnate, per salvare la famiglia, o per masochismo, oppure – ora sì – per convenienza, ché non saprebbero dove andare e cosa fare. La signora Veronica, ha invece la fortuna di saperlo, ed ha preso una decisione, laddove tante donne non lo farebbero, salvo poi malignare e sentenziare (come spesso fanno malevolmente le donne con le altre donne), invece di pensare che in fondo, con tutti i distinguo e le premesse senz’altro più favorevoli, è una donna come loro, una donna che però vuole riprendersi la dignità.
Tornando agli italiani, dicevo, non gli fa effetto. Gli italiani non si scandalizzano. Per due motivi: il primo è che essi pensano che la vita privata non c’entri con la vita politica. Il secondo è che da noi le ragazzine che sono disposte a tutto pur di andare in televisione o le madri che sostengono le figlie in questo, o i mariti che fanno i galletti con le altre donne o vanno addirittura con le ragazzine, sono tutte cose normali, che non indignano nessuno. Il divorzio è un fatto privato e tuttavia, come ha sostenuto Eugenio Scalfari a “Otto e mezzo” è ben strano che nessuno eccepisca sulle motivazioni di questo divorzio.
Stamattina parlavo con un mio collega esternandogli tutto il mio avvilimento di donna rispetto ai comportamenti di certe mie simili e lui si chiedeva (pur non essendo affatto un uomo di un certo tipo) perché mai mi meravigliassi, dato che è sempre stato così e cioè: gli uomini vogliono “farsi” le donne; le donne cercano la protezione degli uomini potenti; tante madri hanno sempre spinto le figlie fino addirittura a venderle (e mi ha citato storie di gente che aveva conosciuto). Lo fissavo incredula, mentre ripensavo al mio primo, e ultimo, provino televisivo di ventenne (conclusosi con il mio “va’ al diavolo!” al presunto regista che voleva discuterne a cena a casa sua) e al fatto che forse sono stata fortunata ad essere venuta su come sono (benché mia madre ci abbia a suo tempo provato a dirmi che dovevo trovarmi un uomo ricco…).
No, io non riesco a rassegnarmi che le cose debbano stare così e ho le budella contorte dalla rabbia e dal dolore di vivere in un paese come questo, un paese caduto davvero troppo in basso. Il mio collega dice “ma no, tutto il mondo è paese in queste cose”. Quale mondo? Non il mondo a cui penso io, vale a dire una certa parte di Europa, vale a dire gli Usa stessi, dai quali abbiamo appreso di tutto e di più, ma non una cosa fondamentale e cioè che il comportamento privato di un presidente ci riguarda come cittadini nel momento in cui, e lo dico senza alcun moralismo, esso ci dice qualcosa della sua “morale” e della sua “moralità”.
E se gli americani si indignano per una fellatio avuta dal presidente con una segretaria (in verità non si indignarono per quello, ma per aver mentito alla nazione), gli italiani pensano: che moralisti, che bigotti, che esagerati gli americani! Se non fosse una battuta tanto volgare si potrebbe dire che tutto questo gli fa un p…..agli italiani, ché essi sono capaci di eleggere gente indagata per vari reati (alcuni depenalizzati una volta al governo) e che non gli fa né caldo né freddo se una first lady vuole divorziare perché non ne può più dei comportamenti del marito che addirittura va con le minorenni. Mi domando con sgomento: ma perché (se ancora ce ne sono di sani) i padri e le madri di questo paese non si indignano e perché le giovani di questo paese non sanno cosa sia la dignità?
C’è solo una risposta: ed è che gli italiani sono così. E penso sempre di più che essi non votino a caso o perché sono stupidi e creduloni. Gli italiani votano consapevoli, e votano chi li rappresenta, o comunque chi rappresenta la maggioranza di loro. Il problema non è il berlusconismo. Esso è solo una delle punte più basse che abbiamo toccato, politicamente e culturalmente (grazie alla ventennale opera subdola delle tv mediaset).
Gli italiani sono in maggioranza furbi, opportunisti, sessisti, arroganti, disonesti (quando non corrotti) e anche assolutamente immorali. Immorali ed ipocriti, visto che considerano “normali” certi comportamenti e poi dicono di amare la famiglia, mentre votano per tutti i pluri separati e divorziati che inneggiano alla sacralità della stessa; visto che a parole scindono la vita privata da quella politica, ma poi ad esempio, chissà perché, è ancora un problema dichiararsi omosessuali in politica, specialmente in certi partiti; per non parlare poi del chiedere uguali diritti per le coppie omosessuali e per le coppie di fatto. Che c’entra? Gli omosessuali ormai sono accettati, nella loro vita privata possono fare quello che vogliono, ma dichiararsi pubblicamente…o addirittura volersi sposare…ma per carità, è un oltraggio alla famiglia!
Ecco, almeno sono coerenti gli italiani. Coerenti nell’ipocrisia, nell’immoralità, nell’arroganza e nell’arretratezza culturale.
Preferisco di gran lunga il cosiddetto moralismo degli americani.
E faccio i migliori auguri alla Signora Veronica. Non conosco la sua storia, può darsi abbia fatto la ”velina” in passato, non mi interessa. Tutte abbiamo fatto i nostri errori. Va rispettata. E sono sicura che non è una che si faccia “sobillare” da chicchessia.
Già, dimenticavo che in maggioranza gli uomini di questo paese, compreso il nostro premier, pensano alle donne come acefale , o come a bambole gonfiabili.
L’assurdo è che ancora troppe donne si comportano come tali…
Persino alcune giornaliste o conduttrici che stigmatizzano la cultura maschilista e la ”filosofia” che il premier esprime, lo fanno… con labbra e seni ”gonfiati”. Appunto.
E poi dicono che il femminismo non ha più ragion d’essere…
Tuttavia non posso fare a meno di domandarmi: per cosa e per chi lottare se alla maggioranza delle donne di questo paese va benissimo che le cose stiano così?
Vi suggerisco di guardare questo documentario dal titolo Il corpo delle donne
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