La vittoria che fa bene

vladi1-tv3Ieri sera, per un attimo, ci siamo sentit* in Spagna…

Paese strano l’Italia, dove il sentire della gente comune su identità, sessualità e diversità in genere è decisamente più avanti di quello di chiesa e politica e dove in una trasmissione televisiva con uno share medio-alto fondata sui voti e le preferenze del pubblico, una transessuale dichiarata e della sinistra ormai extra-parlamentare trionfa a dispetto di tutti i pregiudizi.
Va detto che il pubblico dei reality, che qualcuno considera “gregge”, una sua “saggezza” in fondo ce l’ha. E la saggezza nazional-popolare ha fatto sì che a questo gioco vincesse il migliore e basta. LA migliore.
Gli etero che hanno votato Vladi l’hanno fatto senza assolutamente curarsi della sua identità di genere, dei suoi gusti, dei suoi costumi.

Anche noi glbt del resto, in un mondo senza pregiudizi e in condizioni di pari opportunità, voteremmo per il migliore o la migliore e basta. Io ad esempio in questa edizione (se al posto di Vladi ci fosse stat* qualcun* di noi non molto brillante nel gioco) avrei potuto votare per uno come Ciavarro.
E’ però anche vero che in un sistema di “impari” opportunità, per cercare di pareggiare i conti, bisogna “dare di più a chi ha di meno”, come diceva il grande Don Milani. E dunque noi si vota in genere anche con questo spirito. E si vota per chi in qualche modo ci rappresenta, per chi è come noi, per chi può darci una mano con la sua testimonianza.

Tuttavia non siamo assolutamente disposti a votare per chiunque. La Ventura ci aveva provato anche l’anno scorso eppure la partecipazione di Alessandro Cecchi Paone non vide né il successo nazional-popolare, né la nostra mobilitazione più o meno generale, segno che non può bastare il “bollino” glbt, e la vittoria di Vladi dimostra sì che la visibilità è sempre la scelta vincente, ma dimostra anche che da sola non basta. Ci vuole autenticità, cuore, intelligenza e spessore. Probabilmente anche un pizzico di fortuna e tempi giusti.

Un successo straordinario e commuovente, che ci fa bene (ci fa bene anche commuoverci intendo). E forse ieri sera a votare per lei eravamo molt* di più di quanto tant* siano disposti ad ammettere e parecch* di coloro che nelle settimane scorse criticavano questa partecipazione, alla fine magari erano lì con il cellulare in mano a fare il tifo, di nascosto…per non perdere la reputazione di dur* e pur* della politica glbt. E chi comunque si è rifiutat* di votare, ha gioito per questa vittoria, vittoria che ci fa bene.
Inoltre ci fa bene gioire, gioire per qualcun altro, qualcun* di noi, qualcun* come Vladimir.

E poi la cosa simpatica che è successa, a mio avviso, è che non solo hanno viaggiato molti sms tra noi e per votare (pazienza se abbiamo finanziato la rai e i nostri gestori telefonici), ma che in tant* si siano riunit* per seguire Vladi, per fare festa.
Fa bene riunirsi. Fa bene fare festa. Ne abbiamo bisogno.
Anche per questo era importante mettere da parte la “puzza sotto il naso” , oltre che per i motivi già detti, anche se poi sappiamo bene che non cambierà nulla politicamente.
Immagino già le reazioni dei politici cattolici, i quali grideranno allo scandalo e diranno che è vergognoso e che la rai-tv non dovrebbe dar spazio a simili immoralità e indecenze.
Ma dovranno convincere quelle centinaia di migliaia di persone, anche cattoliche, che è immorale e indecente sostenere una persona vera come Vladimir della quale la maggior parte dei politici italiani non vale nemmeno un’unghia.

Complimenti di cuore a Vladi e buona fortuna a lei e a tutti noi.

 

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