La catena per Vladi

Rivendico il diritto ad una piccola dose ogni tanto di “trash” e mi spiace deludere qualcuno se dico senza vergogna che l’Isola dei famosi la guardavo anche prima di questa edizione, pur non amando affatto i reality e non seguendo gli altri, attratta unicamente dall’ambientazione, dall’avventura, dalle prove e dalle difficoltà che i concorrenti debbono superare sull’Isola, nonché dalle dinamiche di gruppo. Sono d’accordo con chi ha detto che non è il reality in sé la cosa da stigmatizzare, ma l’intellettualizzazione dello stesso, il fatto che si facciano salotti televisivi di ore ed ore per commentare quello che in quel reality succede. Difatti tanto seguo con curiosità le strisce quotidiane su quanto succede sull’Isola, tanto non reggo molto la trasmissione in diretta dallo studio.

Detto ciò, in questa edizione la presenza di Vladimir Luxuria è stata, a mio avviso, una piccola-grande opportunità per la comunità glbt.  Il fatto che una persona transessuale dichiarata e politicamente impegnata partecipasse ad un programma di questo tipo, in prima serata, è stato in qualche modo storico, quand’anche fosse stato “architettato” dagli autori per soddisfare una certa morbosità del pubblico, come qualcuno sostiene. 
Si può senz’altro essere consapevoli di questo eventuale aspetto approfittando tuttavia dell’occasione, per cercare di dire delle cose. Ed è quello che ha fatto intelligentemente Vladimir parlando di discriminazione, di convivenza nelle differenze, apostrofando duramente chi aveva usato la parola “frocio” e spiegando il perché, dato dal bullismo dilagante, un fenomeno che ha conseguenze come insulti, maltrattamenti, pestaggi, fino ad arrivare all’omicidio o al suicidio.

Sempre applauditissima nei suoi interventi, benvoluta, sincera ed autentica al punto di arrivare ad inimicarsi
gli altri componenti del gruppo e rischiare ad un certo punto l’eliminazione, ma sempre premiata dal pubblico, Vladimir è giunta in finale, perdipiù favorita.
Che piaccia o no il veicolo, tutto ciò va ad incidere significativamente nel processo di rimozione dei pregiudizi verso le persone glbt. Forse più di un pride… purtroppo, s’intende, perché questo è un paese strano, molto.

Per questo mi sono esposta di persona nelle ultime settimane mandando mail e messaggi a un migliaio di miei contatti per invitare le persone glbt e gay friendly a votare in suo favore, con invito di inoltrare ai rispettivi contatti (insomma una catena). 
Nel messaggio, rispettoso delle posizioni, ho premesso e specificato l’esiguità e la frivolezza dell’argomento rispetto alle questioni importanti e gravi che riguardano questo paese, sapendo comunque che mi sarei attirata qualche commento negativo visto che in tantissim* di noi non solo non guardano, ma stigmatizzano, posizione sicuramente comprensibile, questo genere di trasmissioni.
Ho fatto partire la catena perché ho sentito qualcuno dire: una come Vladimir non può vincere l’Isola dei famosi perché l’Italia è un paese cattolico e la chiesa ha una grossa influenza. Vero. Insopportabile. E molto “trash”. Meglio un reality show. 
E tuttavia  Vladi ce la farà anche senza la nostra “catena” glbt perché è piaciuta anche a tutti gli altri.

La mail di cui sopra è finita, inoltrata da qualcuno, nella comunità lesbica virtuale di cui ho fatto parte e da cui sono recentemente uscita perché incapace di gestirmi l’amarezza rispetto all’ aggressività e anaffettività che ho incontrato in molte lesbiche.
Anche in questa occasione ho ricevuto risposte molto pesanti…(non moltissime devo dire)
“…Non mi sento assolutamente rappresentata, Dio me ne scampi…” “
…Penso che faccia la sua misera figura tanto quanto gli altri in mezzo a pettegolezzi e meschinità…”
“Ritengo penoso il “destino del signor o la signora Luxuria, a questo punto poco importa, persona che pur di apparire ha buttato nel cesso ogni cellula di pensiero critico e di sinistra. Ci credo che a diritti siamo
ridotti così male se le battaglie si sono ridotte a sostenere una demente in una ancor più demente tv…”

Che dire? Io invece da Vladimir mi sento “rappresentata”. Mi ci sentivo prima e mi ci sento anche adesso.  E se le opinioni le rispetto, i giudizi e gli attacchi ingiustificati no. Come sarebbe che non importa se è il signor o la signora Luxuria?? Detto da una persona che si definisce lesbica e che vuole essere rispettata per quello che è e per come si vive, lo trovo molto grave. Altroché se importa! Questo è l’ABC.
Così ho risposto a questa donna, che non conosco, dicendole che se il pensiero critico e di sinistra è questo, non mi meraviglia che la sinistra sia sparita dal parlamento.
Lei si è risentita dicendo che l’avevo offesa, che lei non aveva offeso me (a parte darmi della demente che guarda programmi dementi), che gli attacchi erano a Luxuria (già, lei la possiamo offendere come ci pare) . E mi dice che soffro di omofobia interiorizzata perché “mi permetto” di offendere ferocemente una donna lesbica che osa criticare “l’oggettiva osmosi” di Luxuria (coniugato al maschile ovviamente) “con l’italietta berlusconizzata dell’Isola dei famosi e affini”.
E dire che io ”l’italietta berlusconizzata” la detesto e la vedo dovunque
… Mi sarò bevuta il cervello e non me ne rendo conto?
Eppure non è questo il punto. Sono consapevole che potrei sbagliarmi e che quella di parlare in queste trasmissioni potrebbe anche non essere la strada giusta per le battaglie glbt, ma tra una donna lesbica aggressiva che scrive stupidaggini e offende e giudica una trans, una di ”noi” cioè che “prova”, senza  ipocrisie peraltro (non l’ha nascosto che ci andava in primo luogo per se stessa, ed è così che deve essere) a fare o dire qualcosa, io preferisco la seconda. 
Scrivo tutto ciò alla prima e chiudo facendo notare che non sono io l’omofobica. Lei mi da’ della “militonta sorda e cieca” e anche della “fondamentalista del nulla” e conclude asserendo che tutta questa vicenda esprime una grande miseria culturale ed umana e non può perdere tempo a ribattere punto per punto alle mie idiozie.

Idiozie, è possibile, ma non posso fare a meno di notare che le persone glbt molto spesso non si dividono solo su questioni come la partecipazione di Vladimir Luxuria ad un reality show. Si dividono sui pride, sulle manifestazioni, sui matrimoni gay e sulla omogenitorialità. E quando dico “dividono” non intendo “discutono” ché questo è auspicabile e sano, dico “dividono”, perché molto spesso è questo quello che succede. Ci si dissocia da questa o quella iniziativa perché promossa da questa o quella associazione e finisce magari che si è in pochi e con poca forza.
Posto che la rivalità esiste ed è umana, quando si tratta di andare oltre e di evitare gli attacchi ed i personalismi non sempre riusciamo a farlo… ed a prescindere da come andrà la finale di un gioco televisivo - che personalmente penso si possa “giocare” (e che comunque in tanti giocheremo) senza per questo confluire nella massa dei telespettatori -forse dovremmo riflettere un po’ su questi aspetti e sulle meschinità all’interno delle nostre isole glbt…
Ad ogni modo, forza Vladi.

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