Tengo un diario da quando avevo 12 anni.
Ogni tanto ho dei periodi di pausa, ma se non butto giù i miei pensieri per molto tempo mi sento andare alla deriva.
Non posso fare a meno di pensare a Carla Lonzi e al suo diario intitolato “Taci, anzi parla” che è stata una delle letture più intense ed emozionanti che mi sia capitato di fare.
Non sono tanto, o soltanto, le questioni teoriche che mi interessano dei suoi scritti (il pensiero della
differenza, il nuovo femminismo italiano, la rottura tra il femminismo e la sinistra – non tutto mi convince di quella fase) quanto il suo vissuto personale e il modo di raccontarlo offrendolo in tutta la sua nudità e autenticità (a volte anche limitatezza, come quando ad esempio, parla dell’omosessualità con teorie psicanalitiche che oggi sono largamente superate).
differenza, il nuovo femminismo italiano, la rottura tra il femminismo e la sinistra – non tutto mi convince di quella fase) quanto il suo vissuto personale e il modo di raccontarlo offrendolo in tutta la sua nudità e autenticità (a volte anche limitatezza, come quando ad esempio, parla dell’omosessualità con teorie psicanalitiche che oggi sono largamente superate).
Quando penso a Carla Lonzi mi viene sempre in mente di fondare un gruppo lesbico in cui praticare l’autocoscienza, non come autoanalisi spicciola, né come semplice “confidarsi tra donne”, una cosa più specializzata, – e politicizzata, per esigere autenticità e relazioni autentiche, per far emergere i conflitti, quando è possibile…e quando sono risolvibili.
Quando penso a Carla Lonzi mi viene in mente di chiamare il mio diario “Parlo, anzi taccio” perché è proprio così che a volte vivo la mia condizione di lesbica, fuori, e dentro, la comunità.
Potrebbe far sorridere qualcuna questa mia frase perché non do’ affatto l’idea di una che tace, ma a ben vedere è proprio quello che succede la maggior parte
delle volte, quando so che certi discorsi possono turbare, disturbare, essere scomodi.
delle volte, quando so che certi discorsi possono turbare, disturbare, essere scomodi.
Taccio per rabbia, oppure per timore, spesso per coscienza, talvolta perché ho problemi con le donne…. e proprio come Carla potrei scrivere:
“Cominciando il femminismo credevo di avere dei problemi con gli uomini,
invece ho scoperto di averne con le donne”.
…certo mi verrebbe da aggiungere: ….da quando ho incontrato sulla mia strada un certo tipo di donne…
“Cominciando il femminismo credevo di avere dei problemi con gli uomini,
invece ho scoperto di averne con le donne”.
…certo mi verrebbe da aggiungere: ….da quando ho incontrato sulla mia strada un certo tipo di donne…
Ma poi le cose mica capitano per caso, dovrei saperlo. Oppure invece sì, capitano per caso – o per statistica – ma sicuramente non è un caso che io le viva in un certo modo e che mi ci arrabbi fortemente.
E mentre dipano la matassa interiore, oltre che esteriore, mentre coltivo le mie relazioni e cerco di carpire segreti dalla vita di Carla, scrivo e vivo la mia di vita, con le sue peculiarità e in un tempo che è diverso, ma forse non così tanto se poi tanti pezzi del suo diario sono per me così veri; se certi altri parlano di cose tuttora molto poco praticate e se altri ancora parlano di conflitto con gli uomini ma si possono anche leggere in chiave lesbica…
“…Il riconoscimento è l’unica strada che porta all’affetto e non viceversa, e è l’unica strada verso un affetto che non sia visceralità”.
“…Le donne osano mostrare il risultato del loro pensiero, ma non il dramma della propria vita. Neppure a se stesse. A me invece interessa in che modo, attraverso quali passaggi di esperienza, quali gesti, tono, decisioni, conflitti, si arriva a quelle conclusioni”.
“…Sono polemica e quasi mi strozzo dal batticuore scontrando con la sua aria di sufficienza…dopo aver letto il suo libro ero oppressa all’idea che
fossero sempre le stesse ottimistiche banalità ad avere la meglio, e la ritenevo complice di questa disposizione generale. Si vede che mi pesa essere misconosciuta, e che la gente vada in estasi per qualcosa di così terribilmente deludente. Non solo perché mi manca il riconoscimento, ma perché mi manca il dialogo. In più, se dico quello che penso senza tante perifrasi vengo guardata come un’attaccabrighe, una che ha la smania di spiegare le cose, che non è mai d’accordo con nessuno [...] scoppio di cose da comunicare, gli altri lo intuiscono e mi lasciano cadere mentre sono nel bel mezzo dell’emozione di tirare fuori. Quando ho accennato alla teoria reichiana dell’orgasmo vaginale dovevo controllarmi perché mi sentivo tremare la voce e mancare il fiato: benché ne avessi scritto chiaro e tondo, ero in difficoltà a dirlo chiaro e tondo che sono una clitoridea. Passare al piano personale è entrare…”
“…Muoversi su un altro piano: questo è il punto su cui difficilmente arriveremo ad essere capite, ma è essenziale che non manchiamo di insistervi”. Solo ponendosi su un altro piano è possibile fare perdere alla cultura patriarcale “la certezza della sua opera”. L’altro piano è quello che va oltre la polemica diretta, la contrapposizione, e che privilegi percorsi di autenticità, “smantellando i miti e trovando dentro se stessa la propria integrità”: “ci vuole più forza a mostrarsi spogliate che a barricarsi dietro la parola consacrata; ci vuole forza ad avere il coraggio
della semplicità”.
“…Con un uomo non è mai entusiasmante perché non ti dice “Forza, il mondo ti appartiene, segui i tuoi desideri, gli impulsi… Vuoi incontrare persone? Incontrale. Vuoi amare un uomo? Amalo. Vuoi rompere la routine? Rompila”. No l’uomo ti guarda con occhi profondi e mormora “Non so come potrei superare”. Solo una donna può dirti “Forza il mondo ti appartiene…”
Mi chiedo: quante donne sono in grado di dirlo veramente? A quante donne è stato detto da un’altra donna? E in che misura conta l’”ordine del materno” in tutto ciò?
Di questo, di come vivo e vedo l’intera faccenda, racconterò nelle prossime pagine.
Perché è da qui che il mio vero diario è ricominciato…
Postato in: Taccio, anzi parlo | Messo il tag: femminismo, lesbismo



Il tuo blog è interessante. La cosa che mi ha colpito di più è stata “questo blog crede nel metono antistronzi”..
E’ fatto bene, mi sono divertita a sbirciare tra le cose che scrivi.. Un saluto :)