Fateci caso, i nostri animali ci assomigliano sempre, nella camminata, nel carattere, nei pregi e nei difetti. Non so se si finisce per somigliarsi stando assieme o se ci si incontra perché i simili in qualche modo si attraggono.
Io e Trillo ad esempio siamo affettuosi e maldestri entrambi. Ed entrambi abbiamo difficoltà con le femmine…
Quando lui ha la possibilità di interagire con altri gatti io lo osservo attentamente. Essendo cresciuto in una colonia, a contatto con tanti suoi simili, lui è socievole, sempre disponibile all’incontro, al gioco, all’amicizia. Ma la maggior parte delle volte si imbatte in gatti, e soprattutto gatte, che lo snobbano, lo rifiutano e persino lo aggrediscono.
L’ultima volta è successo con una gatta con cui gioca sempre d’estate la quale improvvisamente, senza una ragione apparente precisa, gli soffiato e “ringhiato” dandogli una zampata da brivido.
Io osservavo la scena e proprio non riuscivo a trovare nel comportamento di Trillo qualcosa che giustificasse una simile repentina reazione…se non la volubilità di certe femmine.
Anche a me a volte è successo come a lui. Come lui sono socievole e disponibile, ma per qualche ragione che non riesco a comprendere mi sono imbattuta talvolta in colleghe, amiche, persino compagne, che improvvisamente mi si sono rivoltate contro. Addirittura emerite sconosciute… Me lo rifcordo ancora: andavo alle superiori, ero al bar a fare colazione con le mie compagne di classe e all’improvviso entrò una tipa un po’ stramba. Con il bar pieno di gente venne dritta da me e all’improvviso mi mollò una sberla. Rimasi così sorpresa che non riuscii ad avere la benché minima reazione. Quella se ne andò, tra le risate a crepapelle delle mie amiche, ed io ancora oggi mi domando: ma perché quella donna venne proprio a schiaffeggiare me? Insomma come Trillo resto sempre di sasso, non capacitandomi.
Lui ha imparato ormai che con le femmine non si sa mai cosa ti può capitare. Oggi ti allisciano e domani ti rinnegano. Così è diventato più prudente. Proprio come me.
E si prende le sue soddisfazioni. Recentemente ha incontrato Theresa, la prima gatta che ha vissuto con me e che ora sta con mia madre. Lei gli si è avvicinata e lui si è voltato dall’altra parte nella più totale indifferenza.
C’è da dire però che Theresa l’ha detestato sin dall’inizio.
Lui avrebbe tanto voluto fare amicizia con lei, ma la prima volta che si incontrarono fu una vera tragedia. Lei stette un giorno intero nascosta sotto un mobile che solo lei sa come riuscì a infilarcisi là sotto e lui si disperava e non si capacitava del fatto che lei non volesse saperne. Si avvicinava e accovacciava fiducioso, coraggioso, trillando, facendo le fusa e gli occhi dolci, ma lei niente: ringhiava e soffiava come non le avevo mai visto fare! Schiumava dalla bocca e ad un certo punto temei per l’incolumità di Trillo e per la sua salute.
Feci poi altri tentativi di avvicinamento, a Natale, a Pasqua e durante l’estate, facendo in modo di non metterli più in contatto diretto ma cercando di far abituare Theresa all’odore di lui, che comunque sempre non si capacitava di tutti questi accorgimenti. Ma la megera (così avevamo con affetto soprannominato Theresa) continuava a non
volerne sapere, anche se era meno rissosa della prima volta.
La cosa incredibile era che Trillo non mollasse un solo istante. Provava e riprovava senza darsi per vinto e a me veniva di dirgli: ”Trillo lasciala perdere! Lascia che venga lei!” (in fondo anche con le donne è un po’ così: più ti esponi e più ti soffiano…)
Beh, mi ha ascoltata. Sta imparando a proteggersi dalle gatte.
Anche se Theresa aveva solo paura e lui lo aveva capito…
Theresa… anche lei un pezzettino del mio cuore!
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che bella storia! :)