Nella terza serie di L-Word, durante una cena tra amiche, Moira, la stone bucth* che poi decide di diventare un uomo, sentendosi esclusa e fuori posto racconta:
“Io so una cosa interessante sulle aragoste: non c’è bisogno di mettere il coperchio sulla pentola quando si cuocciono le aragoste femmine. Sapete perché? Quando butti nell’acqua le aragoste maschio e sentono l’acqua bollente, loro impazziscono ed è come se dicessero “cazzo dobbiamo uscire di qui!”…e cominciano a fare quegli strani lamenti e a cercare di uscire dalla pentola… e bisogna mettere il coperchio per tenerli dentro.
Invece con le femmine non c’è bisogno di mettere il coperchio perché quando si rendono conto che l’acqua è bollente cominciano ad aggrapparsi l’una all’altra e si tengono giù a vicenda. E’ come se dicessero: “se muoio io dovete morire tutte!”. Nessuna permetterebbe a un’altra di mettersi in salvo…”
Le altre rimangono allibite e protestano che non sono d’accordo con questa descrizione delle donne o delle lesbiche come ”competitive” (ma io avrei detto ”distruttive”)…
Beh, io non lo so se sia veramente così. Certo è che a volte vedo davvero ben poco affetto e solidarietà circolare tra donne.
Ed è come se alcune avessero dentro… come un’infezione, un trojan… un codice maligno che corrompe il sistema ed anche il resto della rete.
E non sono più convinta che la velenosità di alcune sia giustificabile con l’oppressione del patriarcato.
Certo, credo che il contesto cullturale sia importante e non voglio certo dividere il mondo in buoni e cattivi, né ritengo che la questione sia ineluttabile, ma penso sempre di più che quello che le persone hanno dentro, nel bene e nel male, non dipenda dall’ ambiente o dall’educazione. Mi sto facendo l’idea che sia una questione più ”spirituale”, di anima, e che puoi avere quel “codice maligno” a prescindere se sei uomo o donna, ricca o povera, etero o gay, di successo o sfigata.
Sarà per questo che non sono mai riuscita ad essere separatista e che ultimamente mi sento anzi “diversamente femminista” e “diversamente lesbica”.
Nei gruppi lesbici, specie di donne singles, quando due componenti si fidanzano tra loro può succedere un vero casino, tipo che si tolgono saluti e si rompono equilibri, equilibri precari, evidentemente, se delle donne non stanno stare in gruppo senza che serpeggino sotterranee rivalità, dovute forse al fatto che tra lesbiche c’è anche la componente “attrazione fisica”.
Succede che vengono fuori pretendenti fino ad allora nascoste…che dicono di avere la precedenza .. o, ancora, ci sono quelle che più che ad aragoste somigliano… a zanzare (e della specie più fastidiosa), quelle che siccome hanno deciso che vogliono una certa donna, cominciano a ronzarle intorno senza tregua, infischiandosene non solo della eventuale fidanzata, ma anche di quello che pensa e vuole la loro presunta “amata”, mirando, con bizzarre trame e stravaganti comportamenti, a far sì che il fidanzamento si rompa. Per fortuna queste “donne zanzare” sono una patetica eccezione.Tuttavia mi chiedo: ma davvero è possibile che ci si metta a competere come i maschi per le femmine…tra femmine?
Direi anche peggio dei maschi perché almeno tra maschi la lotta è sempre palese, forse cruenta, ma mai ipocrita e subdola. Ad ogni modo non voglio credere che sia solo una questione sessuale. Ci dev’essere dell’altro. E’ invidia della felicità di un’altra? E’capriccio? E’ avidità?
Io spesso mi sento come Moira quando parla delle aragoste. Non sono una “stone butch” né voglio diventare un uomo, eppure a volte guardo le donne, certe donne, come se appartenessi a un altro mondo, con una difficoltà enorme a comprenderne i comportamenti.
La mia amica Agata dice che bisogna avere pazienza, che a volte tra le lesbiche ci sono persone che si portano dietro problemi psicologici di una certa entità.
Sarà, ma io suggerisco sempre di non essere troppo comprensive con le “zanzare” perché come dice Flo, un’altra nostra amica: “anche chi ha una turba sa farsi furba!”. E dice anche che le zanzare, quando non ti fanno dormire e insistono a dare fastidio, vanno spiaccicate con la ciabatta di gomma addosso al muro…
*Per “butch” si intende una donna lesbica con caratteristiche più “mascoline”. La “stone butch” è una butch di pietra.
vai su wikipedia per la definizione e la storia dei ruoli butch-femme
Postato in: Les and the City | Messo il tag: donne, gruppi, lesbismo, rivalità


